Menu Chiudi

Riccardo Bononi

Une Belle Vie, Une Belle Mort

Una serata in cui Riccardo Bononi, tra l’altro, ci conduce ad esplorare un modo diverso di vedere la morte, frutto di un suo progetto tutt’ora in corso ed iniziato più di 10 anni fa in Madagascar, e che è stato recentemente pubblicato in un libro dal titolo “Une belle vie, une belle mort“.

Data: giovedì 13 febbraio 2020 alle 21:00.

Costo: Il contributo alle spese per la serata è di 5€ per i soci. E’ possibile associarsi direttamente in occasione dell’incontro. Il costo dell’associazione è di 15€ e dà accesso a ulteriori interessanti vantaggi riservati ai soci.

LocationSede associazione Shoot, via F. Garofoli 233, S. Giovanni Lupatoto VR

ISCRIVITI!o chiedi ulteriori informazioni

Riccardo Bononi presso Shoot a Verona

Une Belle Vie, Une Belle Mort
Potresti immaginare un mondo in cui l’idea stessa della morte non esiste? Dove gli uomini non sono spaventati dalla morte e dai tabù ossessivi riguardanti la mortalità umana?
L’antropologo britannico Geoffrey Gorer ha scritto di come la morte sia diventata “pornografica” per noi occidentali, un contenuto osceno da cui proteggere i bambini. La paura associata alla morte è sempre stata considerata un universale culturale nel tempo e nello spazio: “Gli uomini temono la morte”, e questa convinzione non è mai stata messa in dubbio.
Tuttavia questa verità viene meno in Madagascar, dove il Culto degli Antenati è la religione di stato: un mondo agli antipodi, dove i vivi e i morti intrattengono discussioni, condividono esperienze e spazi domestici, dove i bambini giocano tra i cadaveri e la morte non è mai considerata come antitetica alla vita.
Come antropologo culturale, Riccardo Bononi ha vissuto per più di dieci anni a stretto contatto con il popolo malgascio, nelle loro case e nelle loro tombe, immergendosi completamente con le loro usanze, linguaggi e tradizioni peculiari, condividendone tanto la vita quotidiana, quanto la quotidianità della morte.
Biografia Riccardo Bononi
Laureato in due distinte branche delle scienze sociali (psicologia e antropologia), dal 2010 è ricercatore e docente di Antropologia Visuale presso Irfoss di Padova, dal 2015 entra a far parte dell’agenzia fotografica Prospekt Photographers. Dal 2018 insegna presso il Master in Death Studies dell’Università degli Studi di Padova e dal 2019 direttore è artistico di IMP Festival – International Month of Photojournalism.
La scelta di associare la fotografia alla sua attività di ricerca sul campo lo ha portato a lavorare in Africa, Sud America, Sud Est asiatico, India, Europa e Stati Uniti. Dal 2006 ha cominciato a lavorare come antropologo in Madagascar, dove sta ancora portando avanti un progetto a lungo termine su importanti tematiche sociali, raccolto nel libro di recente pubblicazione “Une belle vie, une belle mort”.
Le sue immagini sono state pubblicate su numerose testate nazionali ed internazionali ed esposte a Londra, Parigi, Berlino, Lodi, Pechino, Bucarest, Roma, Toronto, Wilson. Il suo lavoro sulla lucha libre femminile in Bolivia gli è valso il primo premio ed il titolo di “Miglior Fotografo dell’Anno” (categoria Professional, sport) ai World Photography Awards 2015, il suo lavoro in Madagascar è stato recentemente premiato con il “Premio Fotografia Etica” per l’impegno dimostrato sul campo al Festival Della Fotografia Etica di Lodi.
Nella sua visione, la fotografia documentaria è la base per un linguaggio universale, un ponte tra popoli e luoghi diversi capace di superare i confini invisibili tra culture.
Seguici e condividi il post!