INCONTRO SULLA COSTRUZIONE DELL’IMMAGINE

Un incontro di SHOOT-SHARE molto interessante per comprendere come migliorare la struttura e la composizione delle nostre fotografie.
Partendo da alcune frasi come “La fotografia, qualsiasi genere di fotografia, richiede lettori consapevoli. Il fotografo è eticamente responsabile di ciò che mostra; il lettore lo è di ciò che guarda.” di W. Eugene Smith, l’incontro segue soffermandosi sull’inizio dell’avventura fotografica ricordandone i primi passi e l’evoluzione sia tecnica che artistica.
Continuando si presta attenzione sulla conoscenza delle regole che ci permettono di prendere le giuste decisioni nella creazione di un’immagine che abbia forza comunicativa, coinvolgendo l’osservatore e focalizzandone l’attenzione su determinati particolari.
Ecco poi di seguito alcuni consigli come migliorare la struttura e la composizione delle immagini
Angolo di campo: è necessario ridurne la visione agli elementi originari che la costituiscono come il triangolo, il quadrato, il cerchio. Per poterle gestire é utile identificare quale di esse é la più dinamica e quale la più statica. Tra le tre, il quadrato rappresenta un forma d’equilibrio tra staticità e dinamicità.
Scegliere la fotocamera adatta per il tipo di formato sensore (APS-C Medio Formato Full Frame): croppare l’immagine è una facile tentazione da non commettere!!! Dobbiamo essere in grado visualizzare dal mirino esattamente ciò che si vuole cogliere-racchiudere nell’immagine….La funzione del mirino e la sua importanza nell’inquadratura e la sua forma rettangolare è il punto di partenza fondamentale da tenere sempre presente perché racchiude quello che scegliamo di includere.
Posizione nella cornice dell’immagine: osserviamo bene lo spazio ed il soggetto come sono posizionati? Poiché l’osservatore legge tra le righe, il significato più profondo dell’immagine si rivela solo dalla disposizione degli elementi. Il soggetto può essere grande o piccolo, tagliato o completamente visibile. Dobbiamo far attenzione a non includere elementi che possano interferire negativamente con quello che vogliamo riprodurre, anche lo spazio vuoto viene “letto”, quindi attenzione a non inserire troppi spazi scarni o privi di senso.
La distanza di ripresa e la prospettiva: Quando si fotografa la distanza dal soggetto determina una reazione emotiva da parte dell’osservatore.

Robert Capa (1913-1954), fotoreporter e co-fondatore dell’agenzia Magnum, ha riassunto tutto nella sua famosa frase: “Se le immagini non vengono bene, non eri abbastanza vicino”.

– La vicinanza suscita emozioni:

(1) Lo “zoom” – Con una lunghezza focale maggiore è possibile ingrandire il soggetto dell’immagine senza doversi avvicinare. Inoltre, diminuisce l’angolo tramite il teleobiettivo, per cui l’immagine sembra perdere profondità e può essere controproducente se si vuole catturare un’immagine emotivamente carica.

(2) Lo “zoom con i piedi” – Avvicinarci è sicuramente l’opzione più emozionante. Infatti, lo “zoom con i piedi” è imbattibile quando si tratta di crescere come fotografo. Più ci si avvicina, maggiore è l’intensità che ci aggiunge confrontandosi con il soggetto.
Concludiamo la serata osservando le foto dei grandi maestri: Henri Cartier-Bresson, Gabriele Basilico, Robert Capa, Marcin Ryczek, Elliott Erwitt, William Klein, René Maltête, Luigi Ghirri, MinorWhite, Joel Meyerowitz, Ernst Haas, Franco Fontana, Vivian Maier, Ansel Adam, Richard Avedon.
“La tecnica personale di ciascuno deve essere creata ed adattata solo per rendere efficace una certa visione sulla pellicola, ma solo i risultati contano: l’evidenza finale è la fotografia stampata.” di HC-Bresson

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