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I social media rovinano la fotografia?

Dal blog di Photoshelter, di Allen Murabayashi

Negli Stati Uniti e nella maggior parte delle nazioni industrializzate, soffriamo di una infatuazione collettiva per la tecnologia, ma di poca comprensione per i suoi effetti collaterali, sia intenzionali che non.
[…] I social media stanno rovinando la fotografia? Un semplice “sì” o “no” è inutilmente riduttivo perché la risposta dipende dal contesto.
[…] Ricordatevi che il prodotto siamo noi
La sociologa Katherine Cross spiega le sfaccettature della realtà nei social media nel suo podcast “The Verge’s Why’d You Push that Button”:
“Tu sei il prodotto venduto da Facebook, Twitter. Non solo determina come usiamo i social media, ma anche cosa facciamo l’un l’altro sui social media. Crea l’ambiente dove la gente è incentivata a trasformare gli altri in contenuto perché la valuta sui social media è l’attenzione. Si tratta di ottenere like, follower, di innalzare il proprio profilo.
Come si fa a innalzare il proprio profilo sui social media? Devi creare contenuti. E la natura dei social media è tale per cui crea questi perversi incentivi per le persone di coltivare l’un l’altro per ottenere contenuti, indipendentemente dal loro consenso. E indipendentemente dal fatto che sia etico farlo, perché questo è ciò che è monetizzabile nell’economia dell’attenzione.”
In altre parole, connettere persone è un prodotto collaterale di un sistema che raccoglie contenuti generati da utenti e crea incentivi (like e commenti) per creare dipendenza, letteralmente. Questa dipendenza ci porta a comportarci in modi che spesso non sarebbero tollerati nemmeno dalla morale ed etica di un asilo. Questa è la realtà da cui parte e termina ogni discussione sul valore dei social media. Ora vediamone qualche sfumatura.
[…] Leggi l’articolo completo (in inglese) su photoshelter.com

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