Franco Fontana, presenta Luisa Bondoni

 


Si è svolto lo scorso venerdì il primo incontro della stagione 2017 2018 di SHOOT Sharing dedicati all’approfondimento sulla fotografia. Luisa Bondoni ci ha fatto da guida in un viaggio attraverso il colore, non solo il colore di Franco Fontana, ma il colore nella storia della fotografia, dalle prime immagini colorate a mano, ai tentativi fatti dai fratelli Lumiere, fino ad arrivare al kodachrome.

”Fotografo il colore perché fortunatamente vedo a colori: ritengo il colore più difficile del bianco e nero, che è già un’invenzione perché la realtà non è mai accettata per quello che è a livello creativo e conseguentemente va reinventata. Il mio colore non è un’aggiunta cromatica al bianco e nero ma diventa un modo diverso di vedere, essendomi liberato da quelle esigenze spettacolari che hanno caratterizzato la fotografia a colori, accettando il colore come un traguardo inevitabile nell’evoluzione della fotografia.”

Il colore è il protagonista della storia fotografica di Fontana fin dagli inizi, nella Modena degli anni ’60, quando le sue immagini sono ancora considerate di livello amatoriale, proseguendo con i Paesaggi, prima rurali e poi urbani, i Mari, gli Asfalti, la Presenza Assenza umana fotografata all’EUR di Roma, i Nudi in piscina, e di nuovo con il paesaggio urbano, questa volta con presenze umane, di Sorpresi nella luce americana.
Fontana interpreta la realtà a suo modo, con riferimenti alla pittura di Mondrian, De Chirico ed Hopper, facendo diventare irreale e astratto il reale, saturando i colori e ponendo l’accento sulle geometrie attraverso il colore, in un periodo storico in cui fotograficamente quest’ultimo veniva solitamente snobbato.

Fontana ama sperimentare sia con i generi, passando appunto dal paesaggio alla fotografia di strada e al ritratto, sia con le pellicole, tramite l’utilizzo della Polaroid manipolando la pellicola stessa con segni grafici.

I suoi lavori più recenti sono dedicati uno a Staglieno, con un’opera dedicata alle statue presenti nel cimitero genovese in cui richiama le sue fotografie precedenti con i nudi ambientati nel paesaggio e Presenze disarmoniche, lavoro sui disabili ritratti in visita a Palazzo Madama a Torino.

Un grande grazie a Luisa per averci portato a conoscere meglio questo Maestro.


 

LUISA BONDONI
Nasco a Brescia nel 1981, dove oggi vivo e lavoro. Mi laureo in Conservazione dei Beni Culturali nel 2006 presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Parma con una tesi in storia della fotografia (“Il fondo Giuseppe Palazzi ” relatore: Lucia Miodini – Correlatore Arturo Carlo Quintavalle). Nel 2004 inizia la mia collaborazione con il Museo Nazionale della Fotografia di Brescia di cui oggi sono la Curatrice museale. Dal 2004 al 2011 ho lavorato come guida all’interno del museo della città di Brescia Santa Giulia in occasione delle grandi mostre organizzate prima da Linea d’Ombra e poi Artematica e presso il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera. Tengo corsi, workshop e conferenze dedicate alla fotografia e ai suoi protagonisti, laboratori per bambini, mi occupa inoltre della curatela di mostre e realizzazione di testi critici per cataloghi e giurie di concorsi fotografici.

 



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