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Expo 2018 – satisfy your eyes

 5-6 maggio 2018

Ex-chiesa di S.Maria in Chiavica – Verona

Ingresso libero!

Autori e progetti

Presentazione overall

Tutte le immagini sono di proprietà dei rispettivi autori – Tutti i diritti riservati – All Rights Reserved


Arezia Predaroli – La dolce tradizione Bortolin

La dolce tradizione attira e incuriosisce. Colpisce e lega a sè. Non é solo gelato, ma é passione, artigianalità, colore, gusto ed esperienza. É un legame da generazione in generazione, un orgoglio da padre in figlio, che si tramanda unendosi alla storia di Villafranca di Verona. Un reportage partito dagli archivi della biblioteca di Villafranca per ricostruirne la storia e suoi costumi dal 1880, per scoprire ed entrare in un altro mondo, fatto di ricette segrete, lavoro, in una magica alchimia tra storia e presente. La storia della gelateria Bortolin è la storia di una famiglia lungo quattro generazioni, strettamente collegata a quella del luogo in cui questa si svolge, Villafranca di Verona. 

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Verso la fine del 1800, Bortolo Danese inizia un’attività inusuale per il tempo, la prima vendita di ghiaccio. Sposato con Stella Donigli, cresce presto quest’idea embrionale dell’attività, insieme ai loro cinque figli tra i quali Isidoro, che nasce nel 1889 e che prende il soprannome di Bortolin, ossia piccolo Bortolo, dal nome del padre. Già dai primi anni del 1900, Isidoro come tutti i bambini dell’epoca, inizia a lavorare con il papà nella vendita del gelato,

 con i primi gusti, limone, cioccolato e crema e il primo carretto. La vendita ambulante del prodotto accresce nel tempo ed aumenta la curiosità e richiamo per i ragazzini, non solo Villafranchesi ma anche delle zone limitrofe. Isidoro si sposa il 18 gennaio del 1921 con Rosa Scattolini, da cui avrà cinque figli. Sarà Alberto, uno di questi, a imparare sul campo il lavoro con il papà e a innovarlo intorno agli anni 50/60 con un nuovo carretto per la vendita ambulante e un negozio per la vendita al dettaglio, poco prima del suo matrimonio con Gianna Tinazzi nel 1967. Oltre al gelato, dall’inizio dell’attività nel 1885 viene anche prodotta la “pastina di Bortolin”, dolce tipico di sfoglia e crema, la cui ricetta viene brevettata negli anni 2000, ricetta che troviamo simile tuttora nelle altre pasticcerie con il nome di “pasta italiana” o “pasta diplomatica” che differiscono però dall’originale nell’altezza, negli ingredienti e nella crema. La nascita della pastina nasce da un’idea del fondatore Bortolo di proporre un prodotto anche per il periodo invernale, e cosi ancora oggi, questo dolce viene preparato e venduto solo nei mesi meno caldi. Il carretto coi gelati in estate e la pastina in inverno, entrano quindi nell’immaginario collettivo dei villafranchesi e nella loro stessa storia, negli aneddoti che si sentono raccontare in negozio dai proprietari o dai tantissimi affezionati clienti. Abituati ad accalcarsi vicino al carretto davanti alle scuole, negli incroci, al cinema e al cimitero, ad oggi i clienti della gelateria Bortolin possono ancora rivivere questa tradizione acquistando le pastine davanti al cimitero il giorno dei morti, cosi come la storia ha sempre voluto. Ora è Nicola Danese, figlio di Alberto e Gianna, a portare il carretto al cimitero e guidare le redini dell’impresa. Negli anni 70 il negozio evolve nuovamente attraverso un ampliamento della sua struttura e un aumento di prodotti quali i semifreddi, fino ad arrivare all’ultimo restyling nella metà degli anni 90, che è quello che troviamo ancora oggi, ma che riguarda sempre e soltanto l’aspetto estetico del negozio, non certo il gusto delle loro specialità. Da Bortolo al suo pronipote Nicola, continua la dolce storia che abbiamo ancora la fortuna di poter vivere.

Bio
Arezia Predaroli nasce ad Asola, in provincia di Mantova nel 1984. Laureata in Lingue e Civiltà dell’Asia Orientale presso l’Università Cà Foscari di Venezia, coltiva la passione per la fotografia oltre alla curiosità di scoprire il mondo, tanto che è la macchina fotografica a diventare fissa compagna di ogni viaggio.

opere esposte

Cecilia Ghidetti – Finché morte non vi separi

Il 12 Settembre 1971 Sergio e Simonetta convolano a nozze. Gli anni trascorrono velocemente e a rovinare il loro progetto di una vecchiaia serena é un ” terzo incomodo incurabile “: la demenza senile. La coppia stenta a riconoscersi dopo aver trascorso gran parte della propria vita assieme. Simonetta si occupa di Sergio 24 ore su 24 ma lui non è più la persona di un tempo e non é facile accettarlo. Sergio non parla più e non cammina da anni. Non ridono più assieme come facevano un tempo e non escono da molto tempo con i loro amici. Il loro piccolo mondo ha una lingua nuova che solo loro comprendono. Vivono il loro microcosmo dove amore e malattia vanno di pari passo. Le loro giornate sono fatte di cose molto semplici: una finestra sul giardino di casa, una breve passeggiata con la sedia a rotelle, lunghe e lente ore trascorse in cucina davanti ad un bicchiere di plastica colorato e il costante pensiero a come rattoppare una casa per renderla accessibile e comoda ad una malattia … una malattia indubbiamente troppo presente. La vita é più forte di noi ed é indifferente ai nostri disegni.

Bio
Cecilia Ghidetti nasce in provincia di Verona nel Settembre del 1974. La Laurea in Lingue e Letterature straniere e la passione per lo studio delle lingue la portano ad occuparsi di scambi internazionali a livello commerciale. È proprio durante un suo viaggio in Asia che riscopre la passione per la fotografia nata ancora da piccola quando scattava di nascosto con la macchina fotografica e la polaroid di famiglia
opere esposte

Placido Castiglione – Il Mercato Rionale

C’erano una volta i mercati rionali a cielo aperto. È martedì, prime luci del mattino e tra le vie di una piccola realtà cittadina va in scena, come ogni martedì, una vera e propria rappresentazione teatrale. La scenografia è raffigurata da un mercato rionale ed i protagonisti sono due: i prodotti esposti ed i compratori che presto inizieranno ad affollare la scena. Nel mondo dei centri commerciali il mercato rionale sta morendo; anche se è rimasto l’ultimo luogo di aggregazione di venditori ambulanti, spesso coltivatori diretti della propria merce, un luogo d’interazione diretto con il compratore, spesso donne, una volta casalinghe a tempo pieno. Non sono solo mercati, sono luoghi di socializzazione, dove si passeggia e ci si incontra per un caffè.

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Due fattori fondamentali giocano a favore dei mercati contro un tradizionale supermercato: il valore del rapporto umano, che non ha prezzo alcuno, “lo scambio, nei mercati, non è soltanto merceologico ma culturale” e, specialmente, il valore dell’apprendimento e della crescita intellettuale di ognuno di noi e dei propri figli in particolare, “infatti si ha modo di imparare la differenza tra prodotti diversi, chiedendola al venditore stesso che si trasforma in quel momento in un maestro di vita in grado di trasmettere conoscenza attraverso il dialogo”. I mercati rionali hanno una storia antica e popolare, legati al loro territorio e alla loro comunità, che vale la pena di scoprire e tenere viva.

Bio

Nato nel 1958 a Catania, mi piace fermare gli istanti della vita in una perenne memoria che è lo scatto fotografico. Amo l’Arte declinata in forma di pittura, scultura, architettura e naturalmente la fotografia; che riesce a catturare ed immortalare il tempo e lo spazio in un istante.

opere esposte

Carlo Martini – Istinto

La Fotografia che funge da mezzo per segnare i miei appunti di vita. Un lavoro incentrato su l’intuizione, sulla percezione quasi inconscia di ciò che mi circonda. Foto scattate negli anni e poi riunite in un’unica sequenza, come parole scritte compulsivamente e di getto che trovano un filo comune, una connessione che improvvisamente si materializza.

Bio
Nato a Siena il 07/05/1971, attualmente domiciliato nel comune di Castelnuovo del Garda (VR). La Fotografia è ad oggi il mio mezzo di espressione. Nella strada e nei suoi “abitanti” cerco l’attimo che fà la differenza, il gesto, la situazione o più semplicemente quel taglio di luce particolare che mi colpisce. Mi muovo seguendo il mio istinto ed ascoltando i miei sensi, non si tratta solo di fotografare ma di assecondare un qualcosa che viene da dentro, qualcosa che sento e che non riesco a controllare.
opere esposte

Renzo Arena – Architektonikì

“Architektonikì”, dal greco architettura, inizia per caso nel 2016 a Milano per poi proseguire nel 2017 e 2018 sempre nella medesima città. Una selezione di nove fotografie che hanno come comune denominatore semplici linee, diagonali e rette che proseguono infinite senza soluzione di continuità anche al di fuori della fotografia. Facendo pertanto ricorso all’incompiuto, chi visiona deve mentalmente ricomporre ciò che non vede. Particolari estratti dal loro contesto, geometrie e riflessi in bianco e nero spesso fortemente contrastate, uno scorcio limitato nello spazio in contrapposizione al mio consueto modo di fotografare spazi aperti. Il titolo, “Architektonikì”, è un omaggio all’architettura greca che ha avuto un’importanza vitale nella storia dell’architettura occidentale.

Bio
Nato a Verona nel 1962, ho sempre fotografato sin da giovane, poco più che ragazzino. Ho da sempre avuto una passione particolare per i paesaggi naturali ed urbani, per i grandi spazi, ma per questo progetto ho intrapreso un percorso nuovo, “la fotografia di architettura”.
opere esposte

Luisa Bondoni – Frammenti #1

E se a volte ti giri e trovi pezzi di te persi durante il viaggio? Un racconto per frammenti, per attimi di vita che hanno fatto parte di te e che improvvisamente abbandoni, perdi, consumi, o solo inevitabilmente il tempo porta via con sé. La fotografia è documentazione, testimonianza, non solo dell’esterno ma anche dell’interno del fotografo. Vedi solo attraverso quello che hai vissuto, visto, ascoltato, letto, metti per immagini solo quello che hai dentro e dai forma alle tue emozioni, ai tuoi disagi, alle tue paure e alle tue aspettative, ai tuoi sogni. Ogni fotografia ha un passato, vive nel presente e resta nel futuro. Abituarsi a vedere, non solo fuori, ma dentro al tempo. Un Tempo che solo la fotografia possiede.

Bio
Nasco a Brescia nel 1981, dove oggi vivo e lavoro. Mi laureo in Conservazione dei Beni Culturali nel 2006 presso l’Università degli Studi di Parma. Nel 2004 inizia la mia collaborazione con il Museo Nazionale della Fotografia di Brescia di cui oggi sono la Curatrice museale. Dal 2004 al 2011 ho lavorato come guida all’interno del museo della città di Brescia Santa Giulia e presso il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera. Tengo corsi, workshop e conferenze dedicate alla fotografia e ai suoi protagonisti, corsi per ragazzi, mi occupo inoltre della curatela di mostre e realizzazione di testi critici per cataloghi e giurie di concorsi.
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Sascha Schulz – Con passione in ufficio e…

Con il progetto “Con passione in ufficio e…” rappresento alcuni colleghi con la loro passione non lavorativa, portata però negli ambienti di lavoro. Così c’è chi scia nell’open space, chi dipinge o suona in sala riunioni, chi corre in bici tra le scrivanie, chi gioca a tennis nel locale delle caldaie, chi suona, canta e balla, ecc. E’ stato un modo per conoscerci meglio e per divertirci assieme. Loro hanno accettato di mettersi in gioco e ci hanno messo la loro passione, io ho messo la mia, di passione, e l’idea di come rappresentarla: con le mie immagini esprimo la realtà nel modo in cui io la vedo. Fissandola in una foto, la faccio diventare un pezzo di me stesso, e me stesso una parte di essa. Forse c’è del vero quando si dice che con una fotografia si può rubare l’anima.

Bio
Nato in Germania e vissuto quasi sempre a Verona. Fotograficamente parlando, sono in buona parte autodidatta. In anni passati ho fotografato soprattutto in occasione di viaggi personali. Negli ultimi anni ho fotografato per alcuni eventi aziendali e di danza, ed ho frequentato workshop sul ritratto, il genere che attualmente mi appassiona maggiormente. Mi piace esplorare tecniche e rappresentazioni della realtà nuove, che grazie al digitale ed alle informazioni disponibili in rete sono molto più a portata di mano che non nell’era analogica. Nella vita reale mi occupo di tutt’altro! Visita il mio sito
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